Home News
Ultime news
Partita Iva? Per noi una partita persa PDF Stampa E-mail
Scritto da redattrice precaria   
Domenica 16 Maggio 2010 16:22

Sempre più spesso riceviamo segnalazioni di colleghe e colleghi a cui, per iniziare o proseguire un rapporto di lavoro, l’azienda impone l’apertura della partita Iva. Altrettanto numerose sono le testimonianze di chi, dopo aver operato nel nostro settore come libero professionista, ha constatato che la tenuta della partita Iva non è sostenibile e si è affrettato a chiuderla anche a costo di inventarsi un altro lavoro.

Come si spiega questo divario tra le richieste delle aziende e gli esiti spesso fallimentari dell’attività freelance? È molto semplice: il nostro lavoro, per come di solito viene concepito e organizzato, non possiede le caratteristiche di una libera professione, e case editrici e studi editoriali obbligano all’apertura della partita Iva esclusivamente per il proprio tornaconto (meno oneri e “mani più libere” nei confronti del lavoratore).

 

Partiamo da un assunto: essere liberi professionisti ha senso da un punto di vista economico solo se si ha un certo giro d’affari e molti costi da “scaricare”, e da un punto di vista personale solo se si hanno molteplici committenti (fatto che riduce il rischio di restare senza commesse) e la possibilità di contrattare un equo compenso per le proprie prestazioni (unica condizione che consente di realizzare de facto quell’“autonomia” decisionale e operativa che altrimenti rimane un vantaggio meramente fittizio della libera professione). Ma tutto ciò è l’esatto opposto di quel che avviene di norma nel settore editoriale.

 

In assenza dei suddetti requisiti, è di gran lunga preferibile essere assunti come collaboratori a progetto piuttosto che prestare la propria opera in regime di lavoro autonomo. Ciò vale sia sotto l’aspetto della redditività che delle tutele previdenziali e assistenziali.

Leggi tutto... [Partita Iva? Per noi una partita persa]
 
Questionario per tariffario PDF Stampa E-mail
Scritto da redattrice precaria   
Domenica 16 Maggio 2010 16:02

Finalmente è online il nuovo questionario di ReRePre che servirà come strumento di raccolta dati per elaborare in un prossimo futuro (il prima possibile!) un tariffario di riferimento per i lavoratori editoriali. Preghiamo vivamente tutti i colleghi di collaborare con noi compilando il questionario in ogni sua parte e secondo le modalità descritte brevemente all'inizio dello stesso.

QUESTIONARIO per TARIFFARIO

Come abbiamo detto altrove, troppo spesso le retribuzioni dei precari dell’editoria vengono stabilite in modo arbitrario, unilaterale e insindacabile da parte del committente; noi viceversa vorremmo che i professionisti del settore ricevessero compensi equi e trasparenti: ci siamo proposti pertanto di mettere a punto un “tariffario del redattore” che stabilisca quale sia una retribuzione adeguata per tipo e carico di mansione svolta, tenendo conto anche delle tempistiche e dei ritmi di lavoro.


Questo schema aiuterà chi lavora in editoria in modo esternalizzato e "autonomo" (con o senza partita Iva) a valutare meglio la congruità dei compensi percepiti e dei tempi di lavorazione richiesti e, inoltre, potrà essere presentato come base di discussione per un’eventuale regolamentazione ufficiale delle prestazioni editoriali.

Leggi tutto... [Questionario per tariffario]
 
Milano: ReRePre alla MayDay 2010! PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione Precaria   
Domenica 02 Maggio 2010 00:00
ReRePre anche quest’anno partecipa alla MayDay del 1° maggio perché ne condivide lo spirito e i contenuti politici e rivendicativi.

Infatti, siamo prima di tutto lavoratori precari, soggetti come tutti gli altri lavoratori – di ogni settore e condizione, “garantiti” e non, italiani e stranieri, donne e uomini – al ricatto sistematico, allo sfruttamento e alle regole imposte dai datori di lavoro che ci usano quando e finché serve e poi ci gettano via.

Leggi tutto... [Milano: ReRePre alla MayDay 2010!]
 
Comunicato di adesione di ReRePre alla MayDay PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione Precaria   
Lunedì 26 Aprile 2010 00:00
euromayday_milano_2010

ReRePre anche quest’anno partecipa alla MayDay del 1° maggio perché ne condivide lo spirito e i contenuti politici e rivendicativi.

Infatti, siamo prima di tutto lavoratori precari, soggetti come tutti gli altri lavoratori – di ogni settore e condizione, “garantiti” e non, italiani e stranieri, donne e uomini – al ricatto sistematico, allo sfruttamento e alle regole imposte dai datori di lavoro che ci usano quando e finché serve e poi ci gettano via.

Anche noi, quindi, siamo parte di un meccanismo complessivo che stritola e mercifica fino all’estremo, e senza distinzioni, la forza lavoro occupata nei vari comparti della produzione materiale e immateriale, dalle fabbriche (in dismissione), ai servizi tradizionali, al commercio, al terziario avanzato.

Tutto ciò è divenuto sempre più evidente con l’avanzare della crisi globale degli ultimi due anni, che in Italia si è tradotta immediatamente in ristrutturazioni, licenziamenti, cassa integrazione, mobilità, mancato rinnovo dei contratti atipici, riduzione delle retribuzioni, povertà crescente. Siamo quindi, tutti quanti, immersi in una realtà di progressiva precarizzazione lavorativa ed esistenziale. Siamo tutti precari.

Leggi tutto... [Comunicato di adesione di ReRePre alla MayDay]
 
Denunciare si può! PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione Precaria   
Giovedì 29 Ottobre 2009 00:00

(... e ottenere giustizia pure!)

 

Qui di seguito pubblichiamo una testimonianza che ci è stata inviata da una collega che fa parte della rete. Il suo racconto è emblematico della situazione in cui versano molti precari dell'editoria, ma dimostra anche che esiste una strada per ottenere quei pochi diritti che la legge ci riconosce: basta non assuefarci alle ingiustizie e, contro lo strapotere datoriale che vorrebbe ridurci a zerbini, riscoprirci donne e uomini con una dignità che non si presta ad essere calpestata.

 

La mia storia di redattrice precaria è, in tutto e per tutto e fin dall'inizio, simile a molte altre: laurea umanistica, successiva specializzazione e quindi stage in un'azienda di servizi editoriali, seguito dalle prime collaborazioni (prima contratti occasionali, poi co co co... "tanto all'inizio devi fare esperienza" - mi dicevano - "in un secondo momento arriverà la stabilizzazione").

Per sei anni si sono invece susseguiti contratti di collaborazione (oltre una quindicina), senza che mai l'azienda mi offrisse la minima possibilità di lavoro a tempo indeterminato. Le mie mansioni lavorative, tuttavia, hanno sempre richiesto una costante presenza in ufficio (almeno 8 ore al giorno), e il mio ruolo di coordinamento editoriale sicuramente non era inquadrabile (stando ai termini di legge) come lavoro parasubordinato (senza accennare al fatto che ero regolarmente dotata di badge, mi veniva richiesto il piano ferie... e che a un certo punto ho pure sostituito una collega dipendente in maternità, sempre con contratto a progetto, ovviamente).

Leggi tutto... [Denunciare si può!]
 
«InizioPrec.12Succ.Fine»

Pagina 1 di 2
 

Webmaster | validato XHTML e CSS.