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Dopo l'importante evento di ieri presso la Camera del Lavoro di Milano, dove si presentavano i risultati dell'inchiesta EditoriaInvisibile (INTERAMENTE SCARICABILI AL SEGUENTE INDIRIZZO) alla presenza di Susanna Camusso, pubblichiamo integralmente il testo dell'intervento molto applaudito di una nostra rappresentante.
"Salve, sono Simona della Rete dei Redattori Precari e vorrei iniziare il mio intervento partendo dalla lettura di alcuni passaggi di un testo che finalmente ho deciso di leggere nella sua interezza, la nostra Costituzione.
(Art. 35.)
La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.
Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori.
(Art. 36.)
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.
La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.
(Art. 37.)
La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore.
Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.
È da anni che come Rete di lavoratori precari ci chiediamo: quando ci si è allontanati dalle parole della nostra Costituzione? Dalla legge? Quando si è preferito chiudere gli occhi dinanzi a delle prassi lavorative pericolose, tanto diffuse eppur così sconosciute?
Quando gli organi di controllo, tra cui il sindacato, hanno smesso appunto di controllare? E quando per il lavoratore questo sistema è divenuto normale, sopportabile, accettabile o addirittura preferibile a qualcos’altro?
Come abbiamo visto dai dati emersi dall’Inchiesta condotta dall’Ires Editoriainvisibile, la situazione è insostenibile e, se possibile oggi, a distanza di un anno dalla raccolta dei dati, è ancor più devastante; molta gente dall’entrata in vigore della Riforma Fornero ha perso un contratto, ovvero ha perso il lavoro e quindi la possibilità di vivere un’esistenza libera e dignitosa.
Eppure quest’inchiesta rappresenta qualcosa di importante per noi. La Rete dei Redattori Precari vi ha collaborato con entusiasmo, in primo luogo perché si tratta di un primo passo per uscire dal silenzio in cui versano i tanti lavoratori editoriali precari, in secondo luogo perché, di fatto, questo è il primo risultato concreto della collaborazione tra un'entità auto-organizzata come la nostra e il sindacato.
Siamo soddisfatti anche della proposta che SLC Milano ha steso con la nostra collaborazione al fine di indurre le aziende a un utilizzo responsabile e previdente dei contratti di collaborazione. Ma è a nostro avviso una proposta forse un po’ tardiva.
Certo è importante la richiesta di stabilizzazione per alcune figure le cui prestazioni hanno intrinsecamente i tratti tipici del lavoro subordinato, ma nell'attuale contesto di selvaggia esternalizzazione del lavoro dal nostro punto di vista sarebbe ancora più strategico puntare all'adeguamento dei compensi dei collaboratori e all'allargamento del welfare alle troppe persone che ne sono escluse, anche attraverso interventi universalistici finora troppo spesso ignorati, o aprioristicamente scartati, come l’istituzione di un reddito di base.
Come Rete, auspichiamo che finalmente il sindacato entri nell'ottica di dover rappresentare anche le istanze dei lavoratori precari (per anni semplicemente ignorati), e che la piattaforma rivendicativa oggi presentata da SLC Milano venga supportata a dovere in sede di contrattazione tra le parti sociali e possibilmente serva da modello a livello nazionale.
Ci teniamo anche a ricordare quanto sta avvenendo a Bologna dove, grazie alla collaborazione tra Rerepre e SLC, si è riusciti a convocare un'assemblea dei lavoratori della casa editrice Zanichelli a cui sono stati invitati anche i collaboratori atipici. È stato un momento importante che ci ha permesso di avviare un discorso comune, in cui il problema "precarietà" è stato assunto come un problema di tutti, non solo di una parte ghettizzata e marginale della forza lavoro. Si è potuto così anche avviare un processo che, nelle intenzioni di tutte le parti coinvolte, dovrebbe portare a inserire, nel nuovo contratto aziendale, clausole a tutela dei precari.
Vogliamo sottolineare che questa è, per il sindacato, un'occasione d'oro per colmare il gap che si è creato con i precari dell'industria editoriale, e non solo.
Oggi, dopo i gravi danni che la ministra Fornero ha causato ai lavoratori precari con una riforma zoppa che ha di fatto sdoganato l'arbitraria imposizione delle prestazioni a partita IVA da parte delle aziende, ulteriori segnali preoccupanti provengono dal neonato governo Letta. Ancora una volta, è chiaro che non c'è nessuna volontà politica di intervenire in modo energico, articolato ed efficace per contrastare la condizione di precarietà, ormai endemica, strutturale e riguardante una fetta crescente della forza lavoro. Chiediamo quindi al sindacato di fare il proprio dovere fino in fondo, se necessario opponendosi senza sconti anche al centrosinistra, perché la tanto evocata "pacificazione nazionale" non passi ancora una volta sul cadavere dei precari.
Noi saremo sempre vigili." |