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Il sito della Rete dei Redattori Precari vi dà il benvenuto
Riforma del lavoro: a chi giova? PDF Stampa E-mail
Scritto da Erasmo   
Giovedì 22 Marzo 2012 00:00

La riforma Fornero ha preso corpo e, salvo un'improbabile opposizione parlamentare, d’ora in avanti nulla nel mercato del lavoro sarà come prima.
La ratio dell’intervento è chiara: maggiore stabilità per i giovani in ingresso barattata con una maggiore facilità (leggasi libertà) di licenziamento da parte delle imprese; incoraggiamento del lavoro dipendente; disincentivazione dei contratti a termine e a progetto mediante aumento dei relativi contributi; contrasto alle finte partite IVA mediante, forse, l'introduzione dell'obbligo di stabilizzazione; sostegno al reddito limitato nel tempo e accompagnamento al reinserimento lavorativo per il dipendente che perde l’impiego.
Nessun ammortizzatore sociale, invece, per l’atipico che rimane senza lavoro, neppure quell’abbozzo di intervento a favore dei collaboratori a progetto noto come “bonus una tantum”.

Comunque la si voglia giudicare, la riconfigurazione del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali è un progetto a medio-lungo termine di cui vedremo i frutti solo tra diversi anni. Prima della sua completa messa a regime, invece, vivremo una fase liminale in cui alcuni (i lavoratori già inseriti nel sistema di tutele previste dalla normativa odierna e quelli che avrebbero avuto concrete chance di rientrarvi, oltre ai collaboratori a progetto) subiranno una perdita secca, mentre altri (una fetta più o meno consistente di coloro che sarebbero stati condannati a entrare nel mercato del lavoro come schiavi – condizione di tanti giovani e non più giovani cresciuti professionalmente all’ombra delle controriforme dei vari Treu, Maroni e Sacconi) beneficeranno, almeno sulla carta, del nuovo ordinamento.

Così sintetizzato il quadro della situazione, che cosa accadrà nel nostro settore?
Non abbiamo la sfera di cristallo, ma è facile prevedere che gli editori, mentre non si faranno certo sfuggire i vantaggi della maggiore flessibilità in uscita, troveranno gli opportuni escamotage per sottrarsi ai vincoli della stabilizzazione e agli aggravi contributivi previsti per i contratti a termine e a progetto.
Come? Ad esempio ricorrendo più spesso ai contratti di cessione diritti (una vera truffa per editor e redattori), oppure costringendo i co.co.pro. ad aprirsi la partita IVA... salvo poi togliergli un bel po’ di commesse per evitare di dover essere indiziati di abuso del lavoro autonomo.

E che ne sarà di coloro che con tanta fatica si sono ritagliati un posticino di relativa serenità nell’attuale mercato del lavoro (collaboratori a progetto genuini, partite IVA con committenza prevalente ma sicura...)? Restino pure così, se le imprese glielo concedono, ma si preparino a veder aumentare la differenza tra compenso lordo e netto, e non pretendano di essere assistiti dallo Stato quando il lavoro non c'è. In alternativa, chiedano di essere stabilizzati (!), oppure si trasformino in “imprenditori di se stessi” e facciano concorrenza ai loro colleghi, naturalmente a suon di tagli alle tariffe: nel nuovo ordinamento sono delle anomalie che, per amore o per forza, dovranno estinguersi.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Marzo 2012 14:25
 
Generazione ad alta risoluzione PDF Stampa E-mail
Scritto da Redattrice precaria mamma   
Domenica 11 Marzo 2012 00:00

Rerepre era presente il 10 marzo 2012 alla conferenza nazionale sul precariato giovanile "Generazione ad alta risoluzione".

Orgogliosi, vi presentiamo l'INTERVENTO DI UNA NOSTRA RAPPRESENTANTE.

Ultimo aggiornamento Domenica 11 Marzo 2012 21:04
 
La forza di un volantino PDF Stampa E-mail
Scritto da Redattrice toast   
Martedì 21 Febbraio 2012 00:00

Stamani, di buon'ora, una piccola brigata Rerepre si è presentata di fronte ai cancelli dell'AIE per distribuire un volantino a quanti (pochi) si apprestavano a partecipare a un corso di formazione dal provocatorio titolo "Quanto costa il lavoro. Caratteristiche dei vari contratti e loro impatto sui costi di una casa editrice".

Qui sotto il testo del volantino.

Sappia l'AIE che, finché continuerà a considerarci un costo, noi continueremo a considerarla un nemico dei lavoratori, della buona editoria e della cultura.

Il gruppo di coordinamento Rerepre

 

Quanto costa il lavoro in una casa editrice?


Caro partecipante,

il corso a cui stai per assistere ti fornirà informazioni che ti dovrebbero aiutare a tenere sotto controllo il costo del lavoro nella tua attività.
Forse, però, ti potrà essere utile ricordare anche il punto di vista delle centinaia di precarie e precari che  quotidianamente lavorano per le case editrici e i service editoriali. Sono professionisti, giovani e meno giovani,  appassionati e capaci di fare il proprio mestiere. Forme contrattuali svantaggiose e prestazioni sottopagate licondannano a una precarietà lavorativa ed esistenziale.

Attualmente nelle redazioni sopravvivono pochi dipendenti, mentre sempre più ampia è la schiera degli “atipici”. Autonomi sì, ma soltanto a parole, perché di fatto costretti ad accontentarsi di compensi inaccettabili, tenuti in scacco dalla scadenza del contratto, spesso sottoposti a vincoli di presenza e a turni di lavoro come se fossero dipendenti.

Oggi queste cose non te le racconteranno, ma permettici di ricordartele, perché gli effetti di queste formecontrattuali “flessibili” li viviamo ogni giorno sulla nostra pelle. Ecco, allora, le 2 tipologie contrattuali più diffuse nelle redazioni.

- Contratto a progetto: prima un contrattino di 2 mesi, poi di 6, magari si arriva fino a 12 – ma tra uncontratto e l’altro si rimane a casa per alcune settimane, quelle in cui c’è una flessione della  produzione... Si chiamano ferie obbligate non retribuite! Spesso il progetto è sempre lo stesso, a volte è  vago, a volte non c'è affatto. Le mansioni sono identiche a quelle dei colleghi dipendenti, solo che, a  fronte degli stessi doveri, chi ha un contratto a progetto beneficia di molti meno diritti, tutele... e quattrini.

Caro partecipante, ricorda che il contratto a progetto utilizzato solo per ridurre i costi del lavoro demotivale "risorse umane" e che, se adottato in modo improprio, è impugnabile legalmente: pensaci bene prima di ritrovarti circondato da collaboratori sfiduciati e incazzati...
- Prestazione autonoma con p. IVA: in Italia l'apertura della partita IVA è spesso coatta ("o la apri, o smetti di lavorare per noi"); questo spiega perché ce ne sono 9 milioni, un numero sconcertante.

Per chi  non è iscritto a un ordine professionale, come i redattori, gli oneri fiscali e previdenziali arrivano almeno al 33% del reddito, ma possono salire di molto. Il tutto senza tutele in caso di perdita del lavoro e senza alcuna garanzia di continuità di incarico.

Caro partecipante, tieni conto di queste osservazioni quando decidi i compensi a cottimo dei tuoi “lavoratori autonomi”.

Pensaci, se vuoi investire nella qualità della tua casa editrice. Pensaci, se non vuoi che professionisti appassionati e capaci perdano la voglia di lavorare nel campo editoriale, a scapito anche del profitto della tua azienda.

www.rerepre.org

Ultimo aggiornamento Martedì 01 Maggio 2012 11:22
 
Redattrice precaria si racconta a LIB21 PDF Stampa E-mail
Scritto da Redattrice toast   
Martedì 21 Febbraio 2012 00:00
Segnaliamo che su LIB21, sito che si occupa di sensibilizzare l'opinione pubblica e incoraggiare il dibattito e il confronto sul Web riguardo a tutti i temi che hanno a che fare con la qualità della vita, è stata pubblicata un'intervista a una collega redattrice precaria.
Il velo dorato delle case editrici che si squarcia ancora e ancora...
Ultimo aggiornamento Martedì 21 Febbraio 2012 15:37
 
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