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Il sito della Rete dei Redattori Precari vi dà il benvenuto
Primo Maggio: Rerepre a Fahrenheit! PDF Stampa E-mail
Scritto da Redattrici radiofoniche   
Lunedì 29 Aprile 2013 16:07

In occasione della giornata del Primo Maggio, Radio3 dedicherà l'intera programmazione al lavoro.

RerepreRete dei Redattori Precari, è stata invitata alla trasmissione

fahrenheit

 

per parlare di precariato editoriale:

storie, sogni, soprusi, eventi, lotte, iniziative, speranze dal mondo dei precari dell'editoria.

Saremo in onda mercoledì 1° maggio dalle ore 16.

Vi aspettiamo!

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Aprile 2013 16:41
 
MayDay 2013: Welcome to the Jungle! PDF Stampa E-mail
Scritto da Redattrice devota   
Lunedì 29 Aprile 2013 00:00

 

mayday2013

 

MILANO MAYDAY 2013

1° MAGGIO

PIAZZA XXIV MAGGIO - ORE 15.00

 

La MayDay di quest’anno finirà il 1° Maggio del 2015, all’apertura di EXPO 2015.
Due anni per parlare di reddito diretto e indiretto, dei legami tra luoghi di vita e lavoro, di nocività e sviluppo, per fronteggiare un’Esposizione Universale che incombe sul territorio metrolombardo imponendo immaginari e devastando territori.

Perché EXPO è debito cemento e precarietà

Perché EXPO è un grande acceleratore di opere dannose.

Opporsi a questo “grande evento” vuol dire opporsi alla crisi e al ricatto del debito. Vuol dire opporsi alle nocività e all’economia del cemento coi suoi scempi ambientali realizzati in spregio all’interesse comune,

Vuol dire opporsi alla precarizzazione delle nostre esistenze lungo tutti i suoi assi: reddito, casa, mobilità, sapere, affetti.

PER TUTTE E TUTTI UNA SOLA GRANDE OPERA: REDDITO

Un reddito di base incondizionato come misura concreta di intervento contro la precarietà e nella precarietà, per rompere la gabbia del ricatto e del bisogno.

 

 

Infoweb: www.precaria.org

Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Aprile 2013 14:40
 
Riforma Fornero: oltre al danno, la beffa PDF Stampa E-mail
Scritto da Redattrice beffata   
Domenica 17 Marzo 2013 09:52

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Gentile ministro Fornero,

Le scrive la Rete dei Redattori Precari, un gruppo autorganizzato di lavoratori dell’editoria che, qualche anno fa, ha sentito l’esigenza di unire forze e idee per uscire dalla condizione di isolamento e frustrazione in cui la precarietà inevitabilmente conduce.

Abbiamo letto sul Corriere della sera del 14 marzo 2013 una sua dichiarazione nella quale si diceva “moderatamente soddisfatta” per il contrasto che la sua riforma avrebbe messo in atto verso “l’uso disinvolto di un certo tipo di flessibilità”, nello specifico i contratti a progetto.

Se il ricorso ai contratti a progetto è sceso del 30% mentre l’incidenza dei contratti a termine sulle nuove assunzioni è salita di soli 2,7 punti percentuali (dati Corriere della sera del 14/3/2013), è evidente che una parte molto consistente di lavoratori non è stata riassorbita dalle aziende, che hanno approfittato della mancata regolamentazione delle partite Iva per esternalizzare ulteriormente e massicciamente il personale, obbligando buona parte di chi lavorava con contratto a progetto ad aprire, appunto, la partita Iva. Un ricatto, insomma.

Le sue dichiarazioni sommano al danno provocato dalla sua riforma la beffa del sentirsi dire, in sostanza, che siamo sulla buona strada per “contrastare l’uso disinvolto di un certo tipo di flessibilità”. Ebbene, la informiamo che stiamo andando nella direzione opposta.

 

Le lasciamo qualche dato sulla situazione in editoria fino a qualche mese fa. In Mondadori vi sono oltre 300 “atipici” (dati Slc-Cgil), molti dei quali lavorano lì da più di 5 anni, ricoprendo a volte ruoli di coordinamento, con presenza fissa in redazione, pur con l’assurda copertura di un generico co.co.pro. In Rcs Libri (Rizzoli, Bur, Bompiani) le cose non funzionano certo meglio: i precari sono oltre 50, quasi la metà dei colleghi regolarmente assunti, anche qui hanno spesso postazioni fisse e ruoli di coordinamento. Passiamo a Zanichelli: perfino il contratto a progetto è diventato un miraggio, e i lavoratori sono pagati con diritto d’autore (quello che, come saprà, il legislatore prevede per le opere dell’ingegno) a forfait, per prestazioni che nulla hanno a che fare con il lavoro autorale, come, per esempio, la ricerca iconografica o la correzione di bozze. Potremmo fare infiniti esempi di queste pratiche, e non solo tra i grandi gruppi editoriali, perché le piccole e medie case editrici adottano le stesse pratiche, spesso in modo perfino più selvaggio, con la scusa della crisi.

 

Questa era la situazione fino a pochi mesi fa. Adesso, anche a causa della riforma Fornero, è peggiorata.

La legge ha portato a un nuovo giro di vite, che costringe i precari sempre più nell’angolo. Ci sono tanti contratti non rinnovati e magari riproposti sotto forma di prestazione occasionale. C’è, per esempio, in Mondadori, il ricorso all’interinale per alcune aree, oltre che “l’invito” ad aprire la partita Iva. Ci sono l’obbligo di lavorare da casa per metà settimana, la creazione di uno spazio apposito per i precari, in cui questi lavoratori possano recarsi quando le esigenze produttive lo richiedano… C’è, dunque, l’ennesimo tentativo di eludere la legge.

Perché di questo si tratta: di un sistema diffuso e inveterato di elusione. Le case editrici si guardano bene le spalle, sanno come proteggersi da eventuali ricorsi del lavoratore,mascherando dietro contratti fraudolenti la realtà dei rapporti di lavoro.

La sua legge, caro ministro, non serve a nulla, come a nulla sono servite quelle che l’hanno preceduta nel cercare di arginare (ma erano davvero finalizzate a questo?) i danni del peccato originale: il pacchetto Treu. Non serve perché al limite può aiutare il lavoratore solo nel caso in cui questi decida di fare causa all’editore, e solo nel caso in cui l’editore sia stato così ingenuo da non prendere le opportune precauzioni e scappatoie in qualche modo “suggerite” dalla legge stessa. Quindi non solo non serve, ma risulta perfino dannosa.

Le chiediamo, ministro, se intende fingere che tutto questo non stia accadendo, distogliere lo sguardo dalle violazioni palesi della normativa (forse non della lettera, ma certamente dello spirito della legge) che hanno finora avuto luogo nelle principali case editrici italiane (come in tanti altri settori) – non in un piccolo laboratorio artigianale in uno scantinato – e continuare a rallegrarsi per aver di fatto reso possibile il miracolo che tutte le imprese inadempienti agli obblighi di legge sognavano: un condono di massa e, contestualmente, la messa a norma tramite la maggiore precarizzazione del lavoro.

 

Ministro, prima di lasciare la carica potrebbe spiegarci come venire fuori da questo pasticcio che lei, consapevolmente o meno, ha creato?

Non crede sia il caso di stabilire, piuttosto, un sistema di controllo capillare, che prescinda dalla denuncia del singolo lavoratore, e che sia in grado di rilevare i comportamenti illeciti come quelli che le abbiamo citato?

Con la speranza di ricevere una sua risposta,

 

Rete dei Redattori Precari

 

 

Ultimo aggiornamento Domenica 17 Marzo 2013 10:05
 
9-10 marzo, "L'Arte della lotta", Teatro Garibaldi Aperto, Palermo PDF Stampa E-mail
Scritto da redattore palermitano   
Giovedì 07 Marzo 2013 10:32

Il 9 e 10 marzo 2013 al Teatro Garibaldi Aperto, Palermo, si terrà il seminario del network Uninomade 2.0 "L'Arte della lotta".

Rerepre è stata invitata a partecipare ai lavori e sarà rappresentata sia direttamente, con un intervento del gruppo di coordinamento intitolato "Voltiamo pagina: indagine sul lavoro atipico nel settore editoriale", sia indirettamente, tramite la presentazione della ricerca che il sociologo Luca Zambelli ha condotto sulla nostra (aut)organizzazione nel 2011-2012.

La ricerca di Luca Zambelli è consultabile e scaricabile anche sul nostro sito, alla sezione Rerepre.doc.

Qui i MATERIALI PREPARATORI al seminario di Uninomade 2.0.

Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Marzo 2013 11:37
 
Pietro Ichino in aiuto ai precari? Facciamo chiarezza PDF Stampa E-mail
Scritto da Redattore sconcertato   
Lunedì 11 Febbraio 2013 20:51
Rete dei Redattori Precari, 11 febbraio 2013
La Rete dei Redattori Precari ha appreso sabato dalla stampa, e specificamente da un articolo dedicato a Pietro Ichino sul Corriere della sera, che lo stesso Ichino sarebbe stato consultato da alcuni lavoratori precari Mondadori per una lettera indirizzata ai vertici dell’azienda. Oggi i precari in questione hanno confermato questa circostanza. Secondo le parole del giuslavorista, il modello suggerito per una trattativa sarebbe quello “già sperimentato dalla contrattazione collettiva nel settore del marketing operativo”.

 

Ma di che modello si tratta? Pietro Ichino fa riferimento a un accordo quadro recentemente sottoscritto dall’ANASFiM (Associazione Nazionale delle Agenzie di Servizi e Field Marketing) e dalle sigle di categoria della CISL e della UIL per il “riassorbimento delle forme di collaborazione autonoma nell’area di lavoro dipendente”; un “riassorbimento” resosi necessario a causa delle presunte restrizioni imposte dalla riforma Fornero. Semplificando, tale accordo quadro prevede sì l’assunzione dei collaboratori, ma al prezzo di una serie di deroghe al contratto collettivo nazionale di settore: sottoinquadramento, riduzione della retribuzione, maggiore flessibilità in uscita.

La Rete non entra nel merito della lettera scritta dai lavoratori, ma esprime un certo sconcerto nel leggere che, secondo Ichino, il modello proposto dovrebbe essere di aiuto ai precari. In che modo un arretramento sul piano dei diritti, delle tutele, della retribuzione può essere assunto come positivo? Se un modello del genere prendesse piede in editoria, andrebbe forse a sanare alcune situazioni di palese illegalità, a tutto vantaggio delle case editrici che ne riceverebbero una forma di “condono”, ma di fatto metterebbe la parola fine a ogni speranza di ricondurre il lavoro precario (sia dei precari che già lavorano, sia di quelli che si affacceranno in futuro) alle condizioni previste dal contratto nazionale che, ricordiamolo, non sancisce privilegi, ma livelli minimi di garanzie per un lavoro dignitoso, adeguatamente retribuito e non soggetto al ricatto costante del licenziamento.

Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Febbraio 2013 21:35
 
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