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Quando tutto sembra perduto, chiedi indietro i tuoi soldi! PDF Stampa E-mail
Scritto da Redattrice risarcita   
Giovedì 20 Febbraio 2014 00:00

L'editoria è in crisi, i grandi gruppi editoriali si ristrutturano, e prima di toccare l'organico dei dipendenti devono sbarazzarsi dei collaboratori precari. Ecco perché nell'ultimo anno molti di voi hanno visto interrompersi la serie di contratti a progetto, sono stati lasciati a casa oppure hanno ricevuto "l'ultimatum della partita iva" (o la apri o non lavori più).

 

Ma aspettate! Avevate un contratto a progetto ma eravate tenuti a coprire anche il lavoro di chi è assunto? Avete aperto una partita iva ma non siete liberi di decidere gli orari in cui gestirvi il lavoro? L'azienda, facendovi lavorare come collaboratori per anni anziché assumervi, ha risparmiato sulla vostra pelle.

 

Se già avete riempito lo scatolone con gli effetti personali (be', in realtà vi state portando a casa l'ultima bozza da correggere nel weekend...) e vi accingete a liberare la vostra scrivania, avete ancora una carta da giocare: chiedere ciò che vi spetta!

Nell'ultimo anno diverse redattrici l'hanno fatto: com'è andata?

 

Si sono rivolte all'avvocato di San Precario 15 lavoratrici, 14 a progetto e una p.iva, che lavoravano per i gruppi Mondadori, Rcs, Gems e per uno studio editoriale. Due vertenze sono ancora in corso, in un caso c'è stata una causa e la lavoratrice ha vinto (vedi qui); negli altri 12 casi le lavoratrici hanno conciliato economicamente la vertenza legale, portandosi a casa dei bei soldini. La stessa cosa è accaduta per una collaboratrice a progetto del gruppo 24ore, che si è rivolta a un altro avvocato.

 

Ma cosa vuol dire, in pratica, "hanno conciliato economicamente"? Significa che il rapporto di lavoro è stato chiuso, ma il giudice ha deliberato che l'azienda deve alle lavoratrici un risarcimento, da definirsi mettendo a confronto il salario corrispondente al livello contrattuale a cui la collaboratrice avrebbe dovuto essere assunta e quanto invece la lavoratrice ha percepito effettivamente. Viene così stabilita una cifra (lorda), alla quale si devono sottrarre i contributi che verranno versati all'INPS (a integrazione di quelli versati durante gli anni di rapporto di lavoro atipico). Il resto finisce direttamente nelle tasche della lavoratrice.

 

Ma a quanto ammontano questi risarcimenti? Ogni caso è differente, ma a fronte di un rapporto di lavoro di 5 anni a progetto si parla di una media di 20 mensilità (quindi l'equivalente di quasi due anni di stipendio)!

 

E ALLORA, SE TE NE DEVI ANDARE, FALLO A TESTA ALTA: RIPRENDITI CIÒ CHE TI SPETTA!

 
 

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