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La nostra (auto)organizzazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione Precaria   
Giovedì 24 Novembre 2011 00:00

Chi può far parte della Rete dei Redattori Precari?

Chiunque, lavorando da precario/a nel settore editoriale, si riconosca nelle motivazioni e nelle finalità della rete.

 

Com’è strutturata la Rete dei Redattori Precari?

Si intendono parte della rete tutti coloro che decidono di iscriversi alla nostra mailing list generale. L’iscrizione è libera per tutti i colleghi. La mailing list non è moderata.

Le strategie e le attività di Rerepre sono stabilite, promosse e organizzate da:

- L’assemblea plenaria: si riunisce 1 o 2 volte all’anno e rappresenta il luogo privilegiato di confronto tra tutti gli iscritti alla rete. In questa sede si analizzano le attività svolte e si definiscono gli orientamenti comuni per quelle a venire. Vi si incoraggia l’assunzione di decisioni consensuali.

- I nodi locali: sono le “diramazioni” della rete nei singoli territori. Ciascun nodo ha piena autonomia d’azione nel rispetto delle linee guida stabilite dall’assemblea plenaria e fatto salvo il necessario coordinamento con gli altri nodi per l’organizzazione di iniziative comuni.

- Il gruppo di coordinamento (o coordinadora): è formato da referenti scelti dai vari nodi. Garantisce il coordinamento tra i gruppi locali e si fa carico della gestione dei rapporti e delle iniziative che riguardano la rete nel suo complesso. I membri della coordinadora si tengono in contatto tra loro attraverso un’apposita mailing list. La coordinadora rappresenta la rete ai più alti livelli istituzionali ed è responsabile della comunicazione interna ed esterna effettuata a nome di Rerepre.

 

Come si costituisce un nodo locale?

Non esiste una “regia dall’alto”. I nodi si costituiscono solo per iniziativa di colleghi interessati, una volta che questi abbiano verificato il sussistere in loco delle condizioni necessarie (un nucleo di almeno 3-4 persone motivate, la disponibilità di un po’ di tempo ed energie da dedicare alla rete, una sede papabile per le riunioni).

Non c’è un numero minimo di partecipanti al nodo. Si richiede però ai promotori (o, in un secondo tempo, ai referenti scelti dai membri del nodo stesso) l’impegno e la costanza di coordinare le attività del gruppo. Occorre sempre ricordare, infatti, che ogni nodo, una volta costituito, rappresenta a tutti gli effetti Rerepre sul territorio.

 

Quali attività vengono organizzate dai nodi?

I membri di ogni nodo decidono liberamente, in base alle proprie esigenze e possibilità, come organizzarsi e quali iniziative promuovere. Talvolta, su sollecitazione del gruppo di coordinamento, possono essere chiamati a spendersi nell’interesse di tutta la rete.

In linea di massima gli aderenti al nodo si tengono in contatto stabilmente via mail e si riuniscono periodicamente per prendere le decisioni operative e accogliere i nuovi iscritti.

A titolo esemplificativo, i nodi possono occuparsi di:

- attività di raccordo tra i precari dell’editoria e indagini conoscitive sul mercato del lavoro locale;

- sensibilizzazione dell’opinione pubblica tramite volantinaggi, interventi sugli organi di informazione locali, partecipazione a fiere editoriali, manifestazioni culturali ecc.;

- attivazione dei rapporti con i sindacati territoriali al fine della promozione di azioni di vigilanza e denuncia comuni;

- promozione di sinergie con realtà autorganizzate del territorio impegnate sulle questioni del precariato;

- orientamento e supporto tecnico-operativo ai colleghi in caso di conflitti e vertenze con i datori di lavoro.

Uno o più membri di ciascun nodo sono tenuti a confluire nel gruppo di coordinamento nazionale per garantire la comunicazione e collaborazione tra i vari gruppi.

È caldeggiata la partecipazione di almeno un referente di nodo alle assemblee plenarie, per la cui organizzazione (luoghi, date, orari) si cerca di tenere conto delle necessità espresse dai territori.

 

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