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La fretta PDF Stampa E-mail
Scritto da Redattore Editoriale Precario   
Giovedì 11 Dicembre 2008 17:54
Io faccio un lavoro strano, che consiste nel prendere i libri che si trovano nella mente delle persone e tradurli in carta da vendere. Per farlo mi pagano: ho un capo, una scrivania, il telefono, tutto quanto mi serve. Ho tanta carta a disposizione, risme in A3, A4, A5, A6, A10, A1000, quello che voglio.

Certe volte stampo un foglio in A3 e viene fuori un lenzuolo, bianco, caldo, col fiuto d'inchiostro. Le stampanti sembrano forni nel cuore del mercato: a chi vi dice che i lavori d'ufficio spersonalizzano le persone, ridetegli in faccia, e assaporate il caldo della vostra sedia mentre guardate fuori il diluvio.

Nel mio lavoro succedono cose strane: ad esempio, la gente è molto stupida, perché fa finta di avere fretta. Mio padre faceva il medico, e non aveva mai fretta. Eppure riusciva a precipitarsi da un paziente se stava male: conosceva la differenza tra la fretta e l'urgenza. Mio padre aveva fretta quando c'era urgenza, mentre nel nostro lavoro tutti hanno fretta a prescindere dall'urgenza. C'è gente che ha talmente fretta che ha bisogno di calmarsi e ogni tanto viene da me e mi dice:
"Senti, ma non è che puoi avere fretta al posto mio?"

Di solito uno risponde di sì per educazione, bisogna dare tempo a queste persone di riposarsi, respirare, sorridere. A volte per avere fretta al posto loro ti pagano pure. E quelle volte diventa tutto molto strano perché chi prima aveva fretta non si riposa lo stesso: siccome ti ha pagato, pretende che tu faccia le cose con la fretta giusta.

Non so se ci crediate o no, ma è proprio così che nascono libri di m.... Quando alla somma delle frette di ciascuno si aggiunge l'ansia di non dover sprecare il proprio denaro.
"Ma come," direte voi "è un lavoro come un altro il tuo, in tutti i lavori bisogna rispettare calendari, tempi, scadenze".
Il punto non è questo. Il punto è che noi che facciamo i libri non abbiamo la possibilità di contrattare i nostri tempi, mentre altri lavoratori sì. Ecco perché vogliamo provare a unirci: per mettere un po' di calma in questo lavoro, che è bello. Questo sito, tra le altre cose, è nato proprio per il diritto a una "fretta giusta" senza aspettare in eterno.

Per cui, se non avete avuto scelta e siete stati tanto educati da accollarvi la fretta altrui, magari in cambio di una somma sempre decisa da altri, e adesso siete stanchi, non scaricate la vostra fretta su qualcun altro, ma fermatevi qui, e fate un po' di silenzio.
Poi respirate e prendete la parola.
Ma solo quando sarete pronti.
Senza fretta.
 
 

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