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Cari colleghi,
Vi ricordate il tristemente noto "collegato lavoro"?
Approvata un anno fa dalle Camere, è una norma che di fatto rende impossibile l’impugnazione dei contratti atipici da parte dei precari, perché fissa tempi strettissimi per farlo: una volta scaduto il contratto, se non lo si impugna entro 60 giorni addio ai diritti e al risarcimento.
Sapete benissimo che molti di noi lavorano, consapevolmente o meno, in una situazione di "illegalità": contratti a progetto senza progetto, obbligo di andare in ufficio, sottoposizione al potere disciplinare dei "superiori" (ma noi non siamo dipendenti!), e chi più ne ha più ne metta... In assenza di seri controlli da parte delle autorità pubbliche preposte, accettare questa situazione sembrerebbe l'unica via per tirare a campare nel nostro settore... Ma se a un certo punto i sacrifici che ci vengono imposti diventano insostenibili? E se poi - come spesso accade - l'azienda che ci ha sfruttato per bene ha anche l'impudenza di scaricarci?
Ecco, in quel caso alle imprese che ci maltrattano dovremmo ricambiare il favore. Tecnicamente sarebbe possibile farlo, impugnando i contratti che abbiamo dovuto subire, cioè contestandone la regolarità in sede legale e chiedendo il dovuto risarcimento al datore di lavoro.
Ma con l'entrata in vigore del collegato lavoro tutto si complica. Quante volte abbiamo pensato "Certo, il contratto è scaduto e loro sono stati degli stronzi, ma magari tra qualche settimana un lavoretto me lo ridanno..."? E mancheranno 30 giorni alla scadenza dei 60... E poi: “Se impugno il contratto non me lo rinnovano più, ma se poi non me lo rinnovano non posso più impugnarlo...”. E intanto i 30 giorni saranno diventati 15...
Sappiate, però, che il collegato lavoro è stato congelato fino al 31/12/2011.
Ciò significa che se nei mesi o negli anni scorsi avete avuto a che fare con qualche azienda che "si è approfittata" della vostra disponibilità, ma il rapporto di lavoro è terminato, oppure non avete intenzione di prolungarlo ulteriormente, fino al 31/12 siete ancora in tempo per far valutare la regolarità del contratto ed eventualmente reclamare giustizia!
Fatelo: non lasciate che le aziende scorrette continuino a restare impunite! Cambiare le cose è possibile anche se facciamo capire che non siamo più disposti a fargliela passare sempre liscia!
Siamo a vostra disposizione per orientarvi e darvi una mano attivando i nostri contatti: se volete, scriveteci a
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... E date notizia a quanti più colleghi possibile di quanto sopra...
Grazie a nome di tutti i lavoratori editoriali precari!
Il gruppo di coordinamento della Rete dei Redattori Precari |