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In Zanichelli precari e assunti scioperano insieme PDF Stampa E-mail
Scritto da Redattrice bolognese solidale   
Giovedì 27 Novembre 2014 14:42

Bologna, 26 novembre 2014

I lavoratori Zanichelli scioperano per i precari

 

Per la prima volta, a quanto ci risulta, i lavoratori di una grande casa editrice italiana hanno scioperato in sostegno dei colleghi precari. Il 26 novembre, infatti, i dipendenti Zanichelli si sono astenuti dal lavoro per un’ora e hanno dato vita a un presidio.

 

La protesta arriva in conseguenza del rifiuto, da parte della Zanichelli, di proposte che mirano a ridurre la precarietà e migliorare le condizioni degli atipici che orbitano intorno alla casa editrice, elaborati dalle RSU CGIL in occasione del rinnovo del contratto interno.

 

Tre i punti qualificanti della piattaforma, sviluppati anche in collaborazione con la Rete dei redattori precari: la stabilizzazione dei contratti a tempo determinato, un tariffario di riferimento per le collaborazioni esterne e una maggiore inclusività e possibilità di rappresentanza, per ridurre l’isolamento e “l’invisibilità” degli atipici.

 

ReRePre ha accolto con favore la notizia dello sciopero. Il ricorso a collaborazioni occasionali, contratti a progetto, partite IVA, diritto d’autore, è infatti massiccio nelle case editrici di tutto il Paese, che di fatto riversano sui lavoratori le difficoltà del settore.

Da anni la nostra Rete denuncia questa situazione, ma è sempre stato difficile ottenere la solidarietà dei dipendenti e un loro attivo impegno per contrastare gli abusi.

Ecco perché il caso Zanichelli ci pare virtuoso: finalmente il problema precarietà viene assunto all’interno delle contrattazioni e i dipendenti si espongono in favore dei precari.

 

Ci auguriamo che esempi del genere si moltiplichino e portino a una ricomposizione dei lavoratori sulla base del principio che tutti hanno lo stesso diritto a un lavoro dignitoso.

Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Novembre 2014 15:13
 
Rinnovo Contratto Nazionale: novità per i precari dell'editoria? PDF Stampa E-mail
Scritto da Redattrice non più redattrice   
Venerdì 24 Ottobre 2014 08:29
Milano, 24 ottobre 2014

Accusata dal Primo ministro Matteo Renzi di essersi sempre disinteressata alla sorte dei precari in favore solo dei lavoratori tutelati, la CGIL ha indetto il 21 ottobre scorso a Roma una conferenza stampa in cui ha esposto quanto fatto per le categorie di lavoratori meno tutelati in questi anni in cui la precarietà ha subito un’escalation.

Rerepre è stata testimone dei fatti e può parlare riguardo all’editoria.
Rerepre nasce nel 2008 e fin dai primi passi della rete ha cercato di trovare nella CGIL un partner con cui tutelare i diritti dei lavoratori precari dell’editoria, conscia che solo i sindacati potessero avere l’autorevolezza per sedersi al tavolo della contrattazione con gli editori e far tornare i contratti di lavoro precari nella legalità.

I primi incontri con i rappresentanti di Slc si rivelarono però sconfortanti: la CGIL sembrava totalmente all’oscuro della marea di precari che tenevano e tengono ancora più in piedi l’editoria, quella milanese dei grandi gruppi, ma non solo; sradicata dalla realtà arrancava a capire la vastità e la gravità del problema.
Rerepre quindi ha cercato di aprire un vaso di pandora, fatto di mappature, incontri, spiegazioni, denunce, trovandosi però a combattere, purtroppo con un’organizzazione volenterosa ma lenta, che muovendosi con tempi biblici, non riusciva a stare dietro alla velocità dello sfruttamento da parte delle case editrici.

Sono quindi passati anni in cui le azioni basate sul volontariato e i piccoli mezzi di Rerepre, uniti ad azioni di rottura con San Precario, si intersecavano a incontri con esponenti della CGIL, fino ai suoi massimi vertici, indignati per la situazione e sinceramente interessati a risolvere il problema, ma bloccati da una burocrazia infinita, oltre che da una controparte che rifiutava perfino di riconoscere l'esistenza del precariato editoriale.


Poi l’indagine di Editoria Invisibile, nata anche dal bisogno espresso da Rerepre di avere in mano dati più certi e autorevoli per denunciare la situazione, cui hanno partecipato associazioni “sorelle” come Strade e Aiti, che contemporaneamente collaboravano con CGIL per giungere a molti dei nostri stessi obiettivi.

Il primo vero importante "successo" però arriva finalmente oggi, a ben sei anni di distanza, passando attraverso un primo rinnovo del Contratto Nazionale che aveva avuto un punto 9, a favore dei precari, rimasto però lettera morta.
Con il rinnovo del Contratto Nazionale si giungono a queste importanti novità che Rerepre si sente in dovere di comunicare a tutti i colleghi che in questi anni hanno sostenuto la Rete dei Redattori Precari in un modo o in un altro.
Slc-CGIL, guidata da Massimo Cestaro, ha raggiunto due accordi con gli editori:

  1. Estensione del fondo sanitario integrativo a spese degli editori anche ai lavoratori atipici, un’intesa raggiunta appunto già al rinnovo precedente, ma mai applicata.

  2. Impegno da parte degli editori di stabilire entro giugno 2015 trattamenti economici minimi per le prestazioni in collaborazione, in pratica un tariffario, che oggi, con l’apertura da parte dei falsi cocopro di un tempo passati sotto ricatto alla partita iva, diventa obiettivo di estrema necessità.

Lungi dal cantar vittoria, consapevoli che la strada verso i diritti è sempre più impervia e la situazione per i precari dell’editoria di gran lunga peggiorata con il “dopo Fornero”, ci auguriamo che queste premesse si traducano in fatti nel più breve tempo possibile e che non vengano ostacolate dall’ennesima Riforma del lavoro, anche in questo caso, precarizzante.

Ultimo aggiornamento Venerdì 24 Ottobre 2014 09:28
 
Merende SUCcose: Non ci resta che cooperare PDF Stampa E-mail
Scritto da Redattori succosi   
Venerdì 02 Maggio 2014 00:00

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ReRePreRete Redattori Precari

Pubblichiamo parte del capitolo Creatori Cooperativi, dall’ebook di Andrea Paracchini, La révolution dei colibrì: Otto percorsi collettivi che stanno cambiando la Francia… e potrebbero contagiare l’Italia, prefazione di Luca Mercalli, Asterisk Edizioni. È possibile acquistare l’ebook su asteriskedizioni.it e seguirne gli aggiornamenti sulla pagina Facebook dedicata.
L'autore sarà ospite di SUC l’8 maggio alle 18:30, Piano Terra, via Confalonieri 3, Milano.

Creatori cooperativi

di Andrea Paracchini

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«Quello che sento di più è il rifiuto dell’impresa classica. La gente insorge contro la violenza del lavoro». È questa la constatazione di Stéphane Veyer, direttore dal 2004 di Coopaname, la più grande coopérative d’activité et d’emploi (cooperativa di attività e impiego, CAE) di Francia.

Fondate alla metà degli anni 90, queste cooperative rispondono a un paradosso: se sono molti i francesi che sognano di creare il loro proprio lavoro, sono molti di meno quelli che desiderano creare - e gestire - la loro propria impresa. Nelle CAE infatti, chi ha un’idea imprenditoriale può testare il proprio progetto in condizioni reali, ma viene assunto come dipendente dalla cooperativa e liberato da tutte le incombenze burocratiche, fiscali e amministrative. In Francia oggi se ne contano 92 che accolgono un totale di 5.000 di quelli che per semplicità chiameremo imprenditori. Per questioni fiscali o legali, ne esistono 15 specializzate nell’edilizia e 11 dedicate ai servizi alla persona per un totale di 700 imprenditori. Più recentemente poi sono nate alcune CAE specializzate in particolare nelle nuove tecnologie, nella cultura e nell’audiovisivo. Il grosso però, 55 in tutto, sono cooperative multi-attività - la Coopaname ne è un esempio - che accolgono chiunque, quale che sia l’attività che intende svolgere: imbianchino, decoratrice di interni, maestro di canto, esperto contabile, fabbro... Non provate però a immaginare come il povero contabile può trovare la concentrazione mentre il maestro di canto dà lezione ritmato dai colpi del fabbro. La CAE non è necessariamente uno spazio di coworking… è più un’astrazione che un luogo fisico.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Maggio 2014 15:36
Leggi tutto... [Merende SUCcose: Non ci resta che cooperare]
 
MayDay 2014 PDF Stampa E-mail
Scritto da Redattrice devota   
Giovedì 01 Maggio 2014 00:00

 

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MILANO MAYDAY 2014

Venghino, signori venghino a scoprire Expo2015, il grande Circo della Precarietà!

1° MAGGIO

PIAZZA XXIV MAGGIO - ORE 15.00

 

Come tutti gli anni Rerepre sostiene la MayDay. Potrebbe forse farne a meno?

Buon Primo Maggio a chi ha le giuste tutele, a chi le sta perdendo ma soprattutto a chi non le ha mai avute.

Infoweb: www.precaria.org

Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Maggio 2014 14:09
 
Macero No: Milano, 27 febbraio PDF Stampa E-mail
Scritto da Redattori NO MACERO   
Martedì 25 Febbraio 2014 00:00

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MACERO NO
MILANO, giovedì 27 febbraio 2014

Ultimo aggiornamento Martedì 25 Febbraio 2014 11:34
 
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