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Merende SUCcose: Non ci resta che cooperare PDF Stampa E-mail
Scritto da Redattori succosi   
Venerdì 02 Maggio 2014 00:00

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Pubblichiamo parte del capitolo Creatori Cooperativi, dall’ebook di Andrea Paracchini, La révolution dei colibrì: Otto percorsi collettivi che stanno cambiando la Francia… e potrebbero contagiare l’Italia, prefazione di Luca Mercalli, Asterisk Edizioni. È possibile acquistare l’ebook su asteriskedizioni.it e seguirne gli aggiornamenti sulla pagina Facebook dedicata.
L'autore sarà ospite di SUC l’8 maggio alle 18:30, Piano Terra, via Confalonieri 3, Milano.

Creatori cooperativi

di Andrea Paracchini

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«Quello che sento di più è il rifiuto dell’impresa classica. La gente insorge contro la violenza del lavoro». È questa la constatazione di Stéphane Veyer, direttore dal 2004 di Coopaname, la più grande coopérative d’activité et d’emploi (cooperativa di attività e impiego, CAE) di Francia.

Fondate alla metà degli anni 90, queste cooperative rispondono a un paradosso: se sono molti i francesi che sognano di creare il loro proprio lavoro, sono molti di meno quelli che desiderano creare - e gestire - la loro propria impresa. Nelle CAE infatti, chi ha un’idea imprenditoriale può testare il proprio progetto in condizioni reali, ma viene assunto come dipendente dalla cooperativa e liberato da tutte le incombenze burocratiche, fiscali e amministrative. In Francia oggi se ne contano 92 che accolgono un totale di 5.000 di quelli che per semplicità chiameremo imprenditori. Per questioni fiscali o legali, ne esistono 15 specializzate nell’edilizia e 11 dedicate ai servizi alla persona per un totale di 700 imprenditori. Più recentemente poi sono nate alcune CAE specializzate in particolare nelle nuove tecnologie, nella cultura e nell’audiovisivo. Il grosso però, 55 in tutto, sono cooperative multi-attività - la Coopaname ne è un esempio - che accolgono chiunque, quale che sia l’attività che intende svolgere: imbianchino, decoratrice di interni, maestro di canto, esperto contabile, fabbro... Non provate però a immaginare come il povero contabile può trovare la concentrazione mentre il maestro di canto dà lezione ritmato dai colpi del fabbro. La CAE non è necessariamente uno spazio di coworking… è più un’astrazione che un luogo fisico.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Maggio 2014 15:36
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MayDay 2014 PDF Stampa E-mail
Scritto da Redattrice devota   
Giovedì 01 Maggio 2014 00:00

 

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MILANO MAYDAY 2014

Venghino, signori venghino a scoprire Expo2015, il grande Circo della Precarietà!

1° MAGGIO

PIAZZA XXIV MAGGIO - ORE 15.00

 

Come tutti gli anni Rerepre sostiene la MayDay. Potrebbe forse farne a meno?

Buon Primo Maggio a chi ha le giuste tutele, a chi le sta perdendo ma soprattutto a chi non le ha mai avute.

Infoweb: www.precaria.org

Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Maggio 2014 14:09
 
Macero No: Milano, 27 febbraio PDF Stampa E-mail
Scritto da Redattori NO MACERO   
Martedì 25 Febbraio 2014 00:00

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ReRePreRete Redattori Precari
sostiene
MACERO NO
MILANO, giovedì 27 febbraio 2014

Ultimo aggiornamento Martedì 25 Febbraio 2014 11:34
 
Quando tutto sembra perduto, chiedi indietro i tuoi soldi! PDF Stampa E-mail
Scritto da Redattrice risarcita   
Giovedì 20 Febbraio 2014 00:00

L'editoria è in crisi, i grandi gruppi editoriali si ristrutturano, e prima di toccare l'organico dei dipendenti devono sbarazzarsi dei collaboratori precari. Ecco perché nell'ultimo anno molti di voi hanno visto interrompersi la serie di contratti a progetto, sono stati lasciati a casa oppure hanno ricevuto "l'ultimatum della partita iva" (o la apri o non lavori più).

 

Ma aspettate! Avevate un contratto a progetto ma eravate tenuti a coprire anche il lavoro di chi è assunto? Avete aperto una partita iva ma non siete liberi di decidere gli orari in cui gestirvi il lavoro? L'azienda, facendovi lavorare come collaboratori per anni anziché assumervi, ha risparmiato sulla vostra pelle.

 

Se già avete riempito lo scatolone con gli effetti personali (be', in realtà vi state portando a casa l'ultima bozza da correggere nel weekend...) e vi accingete a liberare la vostra scrivania, avete ancora una carta da giocare: chiedere ciò che vi spetta!

Nell'ultimo anno diverse redattrici l'hanno fatto: com'è andata?

 

Si sono rivolte all'avvocato di San Precario 15 lavoratrici, 14 a progetto e una p.iva, che lavoravano per i gruppi Mondadori, Rcs, Gems e per uno studio editoriale. Due vertenze sono ancora in corso, in un caso c'è stata una causa e la lavoratrice ha vinto (vedi qui); negli altri 12 casi le lavoratrici hanno conciliato economicamente la vertenza legale, portandosi a casa dei bei soldini. La stessa cosa è accaduta per una collaboratrice a progetto del gruppo 24ore, che si è rivolta a un altro avvocato.

 

Ma cosa vuol dire, in pratica, "hanno conciliato economicamente"? Significa che il rapporto di lavoro è stato chiuso, ma il giudice ha deliberato che l'azienda deve alle lavoratrici un risarcimento, da definirsi mettendo a confronto il salario corrispondente al livello contrattuale a cui la collaboratrice avrebbe dovuto essere assunta e quanto invece la lavoratrice ha percepito effettivamente. Viene così stabilita una cifra (lorda), alla quale si devono sottrarre i contributi che verranno versati all'INPS (a integrazione di quelli versati durante gli anni di rapporto di lavoro atipico). Il resto finisce direttamente nelle tasche della lavoratrice.

 

Ma a quanto ammontano questi risarcimenti? Ogni caso è differente, ma a fronte di un rapporto di lavoro di 5 anni a progetto si parla di una media di 20 mensilità (quindi l'equivalente di quasi due anni di stipendio)!

 

E ALLORA, SE TE NE DEVI ANDARE, FALLO A TESTA ALTA: RIPRENDITI CIÒ CHE TI SPETTA!

Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Febbraio 2014 12:05
 
Ispettori del lavoro: speranza o delusione? PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione Precaria   
Lunedì 10 Febbraio 2014 00:00
wewantyou_senza

Vi ricordate quando, qualche mese fa, annunciammo speranzosi l'avvio degli accertamenti dell'ispettorato del lavoro in RCS e Mondadori?
Bene, sembra che durante le ispezioni non tutto sia andato come ci saremmo aspettati...
Anche tu, precario illegalmente inchiodato alle scrivanie aziendali, in quei giorni sei stato testimone di qualcosa che "non ha funzionato alla perfezione"?
I tuoi responsabili ti hanno fatto pressioni "indebite"?
Raccontacelo!
Garantiamo il massimo riserbo!
Ultimo aggiornamento Lunedì 10 Febbraio 2014 11:30
 
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